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CENNI STORICI

Discordi sono i pareri degli storici sull'origine del nome "Ostiglia". Taluni ritengono ch'esso derivi dal latino "Ostium" che significa "bocca" o "foce" forse perché un tempo si scaricavano le acque delle paludi nel Po. Altri accertano che il nome di Ostiglia deriva dal nome di Quinto Curio Ostiglio che la fondò 189 anni avanti Cristo.

Comunque, Ostiglia è antichissima e certamente sorgeva prima della venuta di Cristo, perché vari scavi eseguiti nel 1722 e nel 1817 hanno portato alla luce vasi, urne, lumi eterni ed altri oggetti di fattura pagana.
Nel quinto Secolo fu sede di una specie di corrieri denominati "Dromonarii" il cui compito era di trasportare derrate a Verona, allora capitale del Regno dei Goti. Sotto il regno di Teodorico, infatti, i Goti giunsero fino ad Ostiglia.
Sembra accertato che anche i Longobardi, nel 600, siano calati ad Ostiglia.
La Repubblica di Verona comprese che Ostiglia poteva diventare una eccellente difesa dei propri possedimenti. Nel 1151 vi fece costruire un castello lungo le rive del Po essendo quella la migliore posizione per difendersi verso Serravalle, Revere e Melara.
Nel 1308 Ostiglia era sotto il dominio degli Scaligeri, nel 1381 dei Visconti, nel 1391 dei Gonzaga. Caduti i Gonzaga, nel 1707 Ostiglia passò sotto la Casa dei Lorena nella persona dell'Imperatore Giuseppe I. Sotto la dominazione austriaca Ostiglia perdette tutta la sua importanza strategica ed infatti l'Imperatore Carlo VI, nel 1717 ordinava la demolizione del suo castello per utilizzare i materiali nelle fortificazioni di Mantova.
Nel 1797 passò a far parte della Repubblica Cisalpina voluta da Napoleone I e cessò di essere Capoluogo di distretto per diventare Cantone del Distretto di Mantova. Caduto Napoleone I nel 1814, Ostiglia tornò, sotto la dominazione austriaca, a far parte del Regno Lombardo-Veneto diventando ancora Capoluogo di Distretto.
Coi trattati di pace di Praga (23 agosto) e di Vienna (3 ottobre 1866) tanto Verona quanto Mantova (di cui Ostiglia faceva parte) passarono al Regno d'Italia. Già a Mantova sventolava il tricolore che in Ostiglia permanevano ancora gli Austriaci, e così gli abitanti, circondata la Gendarmeria, costrinsero gli austriaci ad andarsene. In tal modo Ostiglia fu completamente libera del servaggio austriaco e passò a far parte del Regno d'Italia. 
 
PIU' IN PARTICOLARE
 
Scrive Zanchi Bertelli (1866):
L'origine di Ostiglia non emerse mai dalla nebbia del passato, ma Ostiglia ha fama di essere antica. Sui di lei esordi vi sono le tradizioni che la dicono coeva con Roma... In quanto all'etimologia del nome il Maffei vorrebbe che la si denominasse Ostiglia dalle bocche o porticelle dette Ostia, Ostiola ed anche Ostium, per le quali molte acque delle paludi del Tartaro si immettevano nel Po... L'epoca più lontana che si conosca di Ostiglia ce ne presenta la superficie coperta di selve prati e brughiere, le quali per forza di successivi tempi subirono dappoi la felice metamorfosi di fertili campagne ad aratro...
In realtà, sembra che il territorio circostante l'attuale città fosse contraddistinto dalla presenza di un altro centro, la mitica Calubria. Scrive a questo proposito Marzio Dall'Acqua:
Calubria esce dalla nebbia ovattata che ci circonda con un fresco sapore di giovinezza ma anche con il senso fatidico di un ciclo che si è compiuto, di un anello che si è spezzato.  
 
Forse dietro a questo nome si cela il passato celtico delle terre ostigliesi, sottomesse ai Cenomani, una popolazione gallica la cui cultura era affine a quella dei Veneti ad essi confinanti. I Cenomani rappresentarono un ritorno alla Preistoria, dopo che gli Etruschi avevano tentato, con la roccaforte di Mantova, di strappare questi territori ad una economia esclusivamente pastorale, aprendoli al commercio ed allo scambio, attraverso la navigazione fluviale... Si trattava dunque di una società tribale, sempre disponibile a trasmigrazioni nomadiche...
A proposito dell'epoca romana, leggiamo le parole di Gabriella Paviani:
Il vico romano di Hostilia è definito da Tacito vicus Veronensium, ma doveva essere posto sul confine del territorio veronese: infatti, mentre a sud del Po si era già in Aemilia, solo poco più a ovest si entrava nel territorio di Mantova...
La maggior floridezza Ostiglia la raggiunse in epoca imperiale, quando cioè il vicus divenne nodo stradale di importanti vie di comunicazione... Con la calata dei Barbari, anche queste zone dovettero essere oggetto di depredazioni e saccheggi sì che vennero in gran parte abbandonate e il centro decadde rapidamente. La Hostilia vicus divenne Silva Hostilia. Ostiglia dunque, pur restando sempre un centro secondario, ebbe dal I al VI secolo dopo Cristo una discreta importanza, che le derivava proprio da ragioni topografiche, posta come era sul maggiore fiume italiano, tra paludi che la rendevano sicura e su strade di grande comunicazione...
Plinio il Vecchio ricorda gli abitanti di Ostiglia quali eccellenti apicultori, i quali nelle annate cattive, caricati gli alveari su barche, risalivano la corrente del Po per offrire alle api nuovi e ricchi prati.  
  
Prosegue la studiosa:
Per chi voglia stabilire quale fosse l'antico tracciato di tali vie, si rende innanzi tutto indispensabile la ricostruzione topografica della idrografia di questa parte della Padania...
Scarse conoscenze abbiamo a questo riguardo... A pochi chilometri da Ostiglia scorreva anche anticamente il Tartaro... Si sa di sicuro che il Po anche anticamente bagnava Ostiglia, come chiaramente dicono Plinio e Cassiodoro, mentre nel tratto immediatamente precedente, da Guastalla a Sustinente, esso scorreva allora con alveo tortuoso molto più a sud del corso odierno.
Riassumendo in breve la storia post-romana, diciamo che i Barbari calati in Italia sconvolsero anche questi luoghi. Ostiglia tollerò il dominio dei Goti e fu aggregata al territorio di Verona. Più tardi, la selva che la circondava fu oggetto di una grave serie di scontri tra l'Imperatore e i suoi feudatari, tra l'anno 814 e l'anno 833. 
  
Ancora più tardi, sotto il dominio dei Veronesi, vennero gettate le fondamenta del castello, nel 1151. Seguirono guerre continue, che martoriarono questa zona di confine, circondata da troppe mire diverse. Complesso sarebbe ricostruire l'intricato percorso di alleanze e rivalità, nell'Italia delle prime signorie. Lo stesso dominio gonzaghesco fu più volte minacciato. Bisognerà attendere il 1405 per vedere la piena affermazione della signoria mantovana, che governò fino al 1707. In questi tre secoli i Gonzaga non trascureranno l'economia locale, favorendo la coltivazione del rinomato riso nelle valli del Tartaro. Nel 1533 venne riedificato il Santuario della Beata Vergine della Comuna, già esistente da un paio di secoli.
Con la Dieta di Ratisbona del 1708 il territorio mantovano passò all'Austria; il castello venne demolito per ricavarne materiali da costruzione. Durante il dominio austriaco il centro storico di Ostiglia prese la fisionomia che ancora oggi in parte conserva, caratterizzata da palazzi nobiliari (Bonazzi, Sordi, Romani, Bettinelli) e pubblici (ospedale, municipio) in stile neoclassico.